Storia dell'arte Recensione
Rileggere «La forma del tempo»
George Kubler e la storia dell'arte come storia delle cose
Vol. 1, n. 1 (2026) 1 min di lettura
Riassunto
Pubblicato nel 1962, il piccolo libro di George Kubler proponeva di sostituire alla storia degli stili una storia delle cose: serie di soluzioni a problemi formali, con tempi propri, lenti o rapidi. Una rilettura a più di sessant'anni di distanza.
Abstract
Published in 1962, George Kubler's short book proposed to replace the history of styles with a history of things: sequences of solutions to formal problems, each with its own time, slow or fast. A rereading more than sixty years later.
Ci sono libri che si citano più di quanto si leggano. The Shape of Time di George Kubler, uscito nel 1962, è uno di questi.1 Poco più di un centinaio di pagine, nessuna illustrazione, una prosa densa: eppure ha accompagnato generazioni di storici dell'arte, di artisti e di architetti.
Una storia delle cose
L'idea centrale è sostituire alla storia degli stili, con le sue epoche e i suoi geni, una storia delle cose fatte dall'uomo. Ogni opera è una soluzione a un problema; le soluzioni formano serie, che si aprono, si sviluppano e si chiudono con tempi propri.
Tempi diversi
Ne viene una storia fatta di durate diverse, che si sovrappongono senza coincidere: alcune serie si esauriscono in pochi anni, altre attraversano i secoli. È qui che il libro parla ancora al presente, e a una rivista che si chiama Cronotopie.
Limiti
Il modello delle serie funziona meglio per l'architettura e le arti applicate che per le immagini, e lascia poco spazio al contesto sociale. Ma come strumento per pensare il tempo delle forme resta insuperato.
Note
- G. Kubler, The Shape of Time. Remarks on the History of Things, New Haven, Yale University Press, 1962. ↩
Matteo RussoAccademia di Belle Arti di Napoli
Storico dell'arte. Insegna storia dell'arte contemporanea e si occupa di teoria del tempo nelle arti visive.