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Storia dell'arte Saggio Revisione a doppio cieco

Tavole in movimento

L'Atlante Mnemosyne di Aby Warburg come montaggio di tempi

Vol. 1, n. 2 (2026) 1 min di lettura

Pannello nero con decine di piccole fotografie in bianco e nero disposte in file irregolari
Una tavola di immagini su panno nero. Immagine dimostrativa

Riassunto

Negli ultimi anni della sua vita Aby Warburg lavorò a un atlante di immagini rimasto incompiuto: pannelli di tela nera su cui fotografie di opere, manoscritti, francobolli e ritagli di giornale venivano disposte, tolte e riordinate. Il saggio legge Mnemosyne come un archivio in movimento, in cui il senso nasce dagli intervalli tra le immagini e dalla sopravvivenza delle forme attraverso le epoche.

Abstract

In the last years of his life Aby Warburg worked on an unfinished atlas of images: black cloth panels on which photographs of artworks, manuscripts, stamps and newspaper clippings were arranged, removed and rearranged. The essay reads Mnemosyne as an archive in motion, in which meaning emerges from the intervals between images and from the survival of forms across periods.

Tra il 1924 e il 1929, l'anno della sua morte, Aby Warburg lavorò a un progetto che non avrebbe mai concluso: un atlante di immagini intitolato Mnemosyne, dal nome della dea greca della memoria.1 Non un libro, ma una serie di pannelli rivestiti di tela nera su cui venivano fissate fotografie: opere antiche e rinascimentali, pagine di manoscritti, carte astrologiche, francobolli, ritagli di giornale.

Un archivio che si muove

Le tavole venivano composte, fotografate, smontate e ricomposte. Di molte conosciamo più versioni. L'atlante non è dunque un catalogo, ma un dispositivo di lavoro, un archivio che produce senso solo mentre si muove.

Una tavola di immagini su panno nero. Immagine dimostrativa

La sopravvivenza delle forme

Al centro del progetto c'è un'idea che Warburg chiamava Nachleben, «vita postuma»: le formule espressive dell'antichità, un gesto di dolore, una veste mossa dal vento, sopravvivono e riaffiorano in epoche lontane, caricate di significati nuovi. Accostare immagini di tempi diversi significa rendere visibile questa sopravvivenza.

Le tavole come metodo

Oggi, quando gli archivi di immagini sono sterminati e accessibili a tutti, Mnemosyne appare meno un'eccentricità che un metodo. Insegna che ordinare è già interpretare, e che ogni montaggio è una tesi sul tempo.

Note

  1. Sull'atlante esiste un'ampia bibliografia; le tavole sono state riprodotte in più edizioni a stampa e digitali. ↩
Ritratto

Chiara ManciniUniversità di Napoli Federico II

Storica dell'arte moderna. Studia la fortuna delle rovine nella pittura e nella grafica del Settecento e la storia delle collezioni.

ORCID 0000-0003-1200-3100

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